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I mangiatori di patate – Vincent Van Gogh

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Un contadino è più vero coi suoi abiti di fustagno tra i campi, che quando va a Messa la domenica con una sorta di abito da società. Analogamente ritengo sia errato dare a un quadro di contadini una sorta di superficie liscia e convenzionale. Se un quadro di contadini sa di pancetta, fumo, vapori che si levano dalle patate bollenti – va bene, non è malsano; se una stalla sa di concime – va bene, è giusto che tale sia l’odore di stalla; se un campo sa di grano maturo, patate, guano o concime – va benone, soprattutto per gente di città.
Vincent Van Gogh – fonte: Wikiquote.org
Vincent Willem Van Gogh (Zundert, 30/03/1853 – Auvers-sur-Oise, 29/07/1890) , pittore olandese, scrisse esplicitamente nella lettera 404 a Théo van Gogh, dell’aprile 1885, a proposito del suo famoso quadro I mangiatori di patate (olio su tela, 82×114 cm, 1885, Van Gogh Museum, Amsterdam), la sua filosofia:  “ho voluto, lavorando, far capire che questa povera gente, che alla luce di una lampada mangia patate servendosi dal piatto con le mani, ha zappato essa stessa la terra dove quelle patate sono cresciute; il quadro, dunque, evoca il lavoro manuale e lascia intendere che quei contadini hanno onestamente meritato di mangiare ciò che mangiano. Ho voluto che facesse pensare a un modo di vivere completamente diverso dal nostro, di noi esseri civili. Non vorrei assolutamente che tutti si limitassero a trovarlo bello o pregevole”.

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